Ancora una volta fronte compatto di giornalisti e politici: "Volgare!" "Querele!" "Attacchi intollerabili!". Ma non si stancheranno di scrivere sempre le stesse cose?
Pero` capisco la logica: ha sempre funzionato, perche` cambiare tattica?
E` la tecnica migliore per evitare che si parli: non entrare nel merito delle questioni, che sono piuttosto pressanti. Purtroppo per i gironalisti, al giorno d'oggi esiste internet, ed esiste youtube, e quindi chiunque puo` andare a sentire cosa e` davvero stato detto (a meno che l'investimento nell'istruzione sia talmente esiguo e i programmi talmente inadeguati che i nostri ragazzi non sappiano neanche accendere un computer).
Sinceramente, l'intervento di Grillo e` stato di una pacatezza per me inaspettata, sicuramente meno volgare di tante cose che ho sentito negli ultimi anni in parlamento. Il problema e` che ha detto cose piuttosto ragionevoli, su cui e` difficile dissentire, e quindi meglio non parlarne. Nella fattispecie:
- Lo stato italiano e` sull'orlo del fallimento, e non in senso figurato: qualunque rapporto delle agenzie internazionali dice lo stesso (l'UE e l'Euro sono le uniche cose che stanno tenendo a galla l'Italia), e` difficile dissentire, a meno di avere dati che non siano a disposizione degli economisti del FMI e delle agenzie di rating.
- L'opposizione e` finta, e non efficace: opinione politica piu` che condivisibile, a mio avviso e anche ad avviso dell'Economist. Era palese che non aveva senso cercare un "dialogo" con Berlusconi. Non ha neanche senso che mi soffermi a spiegare il perche`, visto che ormai i fatti hanno dato ragione a chi sosteneva questa posizione fin dall'inizio.
Dove pero` i giornalisti (e i politici) davvero si indignano, e` quando Grillo e Guzzanti osano mettere in questione gli intoccabili: il Papa e il Presidente della Repubblica. Ancora, entriamo nel merito:
- "Ma voi ve lo immaginate - dice Grillo - Pertini che firma una legge che lo rende immune dalla giustizia italiana?". Il messaggio e` chiaro, e personalmente lo condivido: chi e` garante del rispetto della legge fondamentale dello stato non puo` firmare un provvedimento che lo renda al di sopra delle leggi, se ha un minimo di integrita` morale.
La Guzzanti va giu` pesante, come suo solito, e giustamente non risparmia. Chi legge il blog sa cosa penso del papa e del suo programmato intervento alla Sapienza, ma cio` che ha correttamente sottolineato la Guzzanti e` stato il vergognoso comportamento dei giornalisti che hanno scatenato un volgare (quello si!) attacco ai docenti della Sapienza. Ancora, nessuno e` entrato nel merito della questione allora e meno che mai adesso.
Un'ultima cosa che mi preme, e che sembra sfuggire ai piu`: il fatto che il presidente del consiglio raccomandi una persona per un lavoro nella televisione pubblica, o il fatto che il ministro alle pari opportunita` faccia o meno i pompini al suddetto presidente NON e` un fatto privato, e non e` "gossip": nei paesi civili ci si dimette per molto meno. Se poi non e` vero allora a maggior ragione le intercettazioni andrebbero pubblicate, per scagionare questa povera fanciulla, ingiustamente accusata (perche`, purtroppo per il presidente, le altre intercettazioni le abbiamo gia` sentite tutti). Il semplice fatto che si discuta se queste notizie vadano o meno pubblicate e` indice di una patologia nel funzionamento delle istituzioni democratiche.
Aggiungiamo che per il leader dell'opposizione Veltroni questi sono, appunto, "attacchi intollerabili", e il quadro e` tristemente completo.
P.S. Ma perche` gli articoli online del corriere non sono firmati? Si vergognano?
Giravo per la rete, un po` a caso.
In questi giri e salti ci sono spesso pensieri, percentuali e paure.
E ci sono cose che mi toccano e mi commuovono, anche se le ho gia` lette tante volte.
"C'era un tempo per i miracoli della fede. C'è un tempo per i miracoli della Scienza. Un giorno, il mio medico potrà, lo spero, dirmi: Prova ad alzarti, perché forse cammini.
Ma, non ho molto tempo, non abbiamo molto tempo.
E, tra una lacrima ed un sorriso, le nostre dure esistenze non hanno certo bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà, che è democrazia. Le nostre esistenze hanno bisogno di una cura, di una cura per corpi e spiriti.
Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma, non possono aspettare.
Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi Papi."
Luca Coscioni
E` un gesto politico e di coscienza morale e civile. Voglio che sia chiaro che io non supporto e non appoggio in alcun modo l'organizzazione nota come "chiesa cattolica". E voglio che sia messo a verbale. E` un atto che non ha alcuna implicazione mistica: il fatto che mi abbiano spruzzato un po` d'acqua in faccia quando ero bambino non ha, per quanto mi riguarda, nessun altro effetto se non quello di iscrivermi in un registro e conseguentemente annoverarmi fra i membri di tale associazione.
Siccome non voglio figurare fra i sostenitori di una organizzazione che discrimina in base a genere e preferenze sessuali, che ostacola con ogni mezzo possibile la ricerca scientifica e il libero pensiero, e che si basa su pratiche e principi antidemocratici e liberticidi, notifico la mia posizione, e chiedo gentilmente di essere rimosso dall'elenco degli iscritti.
Mi rendo conto che se pago le mie tasse in Italia una parte continua in ogni caso ad andare a supporto di questa gente, che io lo voglia o meno. Ma i piccoli passi sono importanti nelle battaglie, e affermare la propria liberta` di pensiero e` sempre un passo significativo. Spero che lo facciano in molti.
Senza contare il fatto che e` prevista la scomunica automatica se ci si sbattezza :-D L'idea che persone che si reputano istruite e colte mi mandino delle maledizioni rituali pensando che questo abbia effetti sul mondo reale e` davvero spassosa.
Chissa` se si puo` avere un certificato di scomunica da appendere in camera...
Per caso qualcuno ha notato che nella scheda elettorale compaiono il simbolo e il nome di Forza Nuova? Non avevamo una volta, tanto tempo fa, un pezzetto di carta su cui qualcuno, in una appendice intitolata "Norme Transitorie e Finali", pose al numero XII la norma "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista"?
Il Presidente della Repubblica? Non si pronuncia? E la Corte Costituzionale? Forse sono io che ho perso il filo della consequenzialita` degli eventi... o forse e` solo per essere coerenti: una legge elettorale incostituzionale per votare dei partiti incostituzionali. Non fa una piega.
Per quanto possa essere fastidioso mettere una frase di Oprah Winfrey nel titolo di un mio post, devo dire che per una volta sono in totale accordo con lei. E se la sua potenza mediatica puo` servire a far arrivare quest'uomo alla casa bianca, allora ben venga.

E vi garantisco che non lo dico solo perche` fa lo spiritoso con la maglietta della Clemson University, e io posso fare lo sbruffone andando a raccontare di aver assistito ad un suo comizio. Lo dico per quello che ha detto, come lo ha detto, e cosa in passato ha fatto.
Il discorso si e` tenuto il giorno immediatamente precedente al voto per le primarie democratiche in South Carolina, un ultimo appello ai ragazzi dell'universita`. Mentre Hilary ha deciso per ambienti cittadini, Barack ha fatto quasi tutti i suoi "Rally" nei campus universitari. In piedi, al centro del piccolo anfiteatro all'aperto, davanti a circa 4000, prevalentemente studenti, ha tenuto un discorso di circa 45 minuti, con una temperatura tendente allo zero (da sopra).
Circondato da cartelli che riportavano il suo slogan "Stand for Change", ha fatto un discorso appassionato e coinvolgente: oltre alla bravura nel "tenere il palco" mi ha dato l'idea di un uomo con dei sogni e con una visione, e devo dire che il suo discorso mi ha emozionato in piu` di un momento.
Non e` una cosa di tutti i giorni (e neanche di tutti i decenni) sentire un candidato alla presidenza degli USA dire senza mezzi termini cose come "Il nostro sistema sanitario e` sfasciato", "Dobbiamo smetterla di arrogarci il diritto di fare i giustizieri del mondo", "Non vogliamo essere visti dagli altri come quelli che portano i propri prigionieri in paesi stranieri per torturarli", "E` indispensabile mettere un tetto alle emissioni", e, cosa che mi ha profondamente colpito, "Nelle scuole e nei corsi di scienza bisogna insegnare la scienza e la razionalita`, non stupide superstizioni" (come dire: l'ID andatevelo a spacciare da un'altra parte).
Tutto questo, detto dall'unico candidato presidenziale che nel suo ruolo di senatore voto` contro la guerra in Iraq (mentre Hilary e gli altri si fecero abbindolare dalle palesi fandonie di Bush), nonche` da un uomo fortemente attaccato perche` nel suo libro autobiografico dice che da ragazzo si e` fumato le sue brave canne, fa sperare che - se per qualche strano gioco del destino dovesse davvero riuscire a diventare presidente - ci potrebbe essere una svolta nel mondo.
E io potro` un giorno dire ai miei nipoti: "Io l'ho visto dal vivo Obama, vel'ho mai raccontato?", procedendo poi col racconto per la milionesima volta e facendo le opportune modifiche e aggiunte, per non annoiarli troppo.
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*NOTA: Le foto non sono mie, sono recuperate in giro per la rete.
E infatti eccomi di nuovo qua, nella mia biblioteca - che mi chiedo come abbia potuto sopravvivere senza di me - a leggere quintalate di roba che nelle prime settimane di lezione abbonda in modo particolare, per spaventare e far fuggire i meno motivati dai corsi piu` impegnativi. Non siamo mica undergraduate, perdinci!
In compenso sono al fresco (avant'ieri notte ha fatto -4), ieri sera ha nevicato un po` (ma si sta gia` sciogliendo), e io mi consolo pensando che c'e` chi sta peggio di me (mio fratello, che nel Wisconsin si becca -20 gradi, tanto per gradire). Oggi purtroppo mi perdero` un evento che sembrava interessante (perche` ho lezione): la visita del candidato presidenziale repubblicano Huckabee, che sta facendo la sua campagna per le primarie. Sarebbe stato bello vederlo, non ho mai sentito parlare un fondamentalista dal vivo. Sarebbe stato bello fargli alcune domande sulle sue idee illuminate tipo separare i malati di AIDS e HIV positivi dal resto della popolazione (wow, i ghetti e i lazzaretti! Che bella idea!!), oppure sulle sue idee illuminate riguardo al fatto che l'evoluzione e` una bufala e che tutto e` successo esattamente come e` raccontato nella bibbia.
Per fortuna dalla patria mi giungono news confortanti. Un plauso personale ai docenti e agli studenti della Sapienza, e un invito a non lasciarvi traviare dalle news che, come sempre, rivoltano la frittata e cercano di dare dei "chiusi di mente" e "non aperti al dialogo" a degli scienziati che coscientemente svolgono il proprio lavoro, e che hanno la coscienza politica di ergersi contro intromissioni inadeguate. E che il papa, e in particolare questo papa, nell'inaugurazione di una universita` sia inadeguato, non ci sono pressocche` dubbi. Basti considerare che:
- Aldila` del tanto citato riferimento del discorso papale a Feyerabend (sarei curioso di sapere quanti hanno letto il discorso in questione e quanti hanno familiarita` con il lavoro di Feyerabend, e il dibattito con Popper da cui "Contro il Metodo" e` scaturito), la posizione antiscentifica di Ratzinger (e del suo finto illuminato predecessore) e` piuttosto chiara (basta leggere le encicliche): si sostiene che senza le verita` della fede a sostenerle, le scoperte scientifiche siano prive di significato. A me sembra che le uniche cose realtmente prive di significato siano le blaterazioni di questa gente.
- Il papato di Ratzinger ha sostenuto in modo strisciante il Discovery Institute e la Templeton Foundation nel loro tentativo di introdurre l'Intelligent Design, vale a dire il creazionismo vestito di nuovo, nei curriculum scolastici (ricordiamo che un tentativo simile fu fatto anche dalla Moratti)
- Costui e` convinto di poter parlare con cognizione di causa di qualunque argomento, dall'importanza del matrimonio alle questioni di bioetica, senza in effetti nessuna competenza scpecifica, ma per illuminazione divina.
- La sua competenza e` la teologia. Sarebbe a dire che ha passato la vita a studiare elucubrazioni su una entita` che, per la sua stessa definizione, non e` conoscibile o comprensibile. Io invece sono esperto in Babbonataleologia.
Mi fermo qui per ora, ma e` fuor di dubbio che un simile personaggio non ha nessuna competenza e la sua presenza all'inaugurazione di un anno accademico e` appropriata quanto la sarebbe quella del mago Otelma (che almeno ha un bel faccione simpatico!).
Addendum delle 5:45pm.
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi, hanno pubblicato il discorso che il papa avrebbe dovuto tenere, nel quale - dopo una lunga tirata su "verita`" e "ragione", senza che si dica mai cosa si intende con queste parole - conclude (grassetto mio):
"Se però la ragione - sollecita della sua presunta purezza - diventa sorda al grande messaggio che le viene dalla fede cristiana e dalla sua sapienza, inaridisce come un albero le cui radici non raggiungono più le acque che gli danno vita. Perde il coraggio per la verità e così non diventa più grande, ma più piccola. Applicato alla nostra cultura europea ciò significa: se essa vuole solo autocostruirsi in base al cerchio delle proprie argomentazioni e a ciò che al momento la convince e - preoccupata della sua laicità - si distacca dalle radici delle quali vive, allora non diventa più ragionevole e più pura, ma si scompone e si frantuma.
[...]. [Il Papa] Al di là del suo ministero di Pastore nella Chiesa e in base alla natura intrinseca di questo ministero pastorale è suo compito mantenere desta la sensibilità per la verità; invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio e, su questo cammino, sollecitarla a scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire così Gesù Cristo come la Luce che illumina la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro."
Come dire: bisogna essere aperti al dialogo, alla ricerca e alla scienza ma alla fine c'e` un solo Dio, una sola verita` e io ne sono il depositario.
Cerco a volte di immaginare lo stupore e la meraviglia che devono aver provato i militari spagnoli e i preti missionari nello spingersi fino alle Ande, nell’attuale Perù, e scoprire popolazioni sconosciute, e il furore che li deve aver invasi – poco usi alle differenze culturali – nel vedere quanto diversi dai propri fossero i valori, se mai ne avevano, di questi selvaggi.
Ancora maggiore deve essere stato il trauma quando si sono accorti che, a un secolo dal loro arrivo, la fede cattolica ancora non pervadeva quelle terre, e il dominio spagnolo non aveva la forza di imporre usanze e costumi dei colti ed evoluti europei. Cosicché nel Terzo Concilio di Lima, la chiesa cattolica dettò le linee per il catechismo che doveva venire impartito alle popolazioni andine, con la stesura di catechismi multilingui, per avvicinare il messaggio di Cristo ai poveri selvaggi.
La sfera sessuale fu una delle maggiormente considerate: l’eliminazione dei mala costumbres in uso presso le popolazioni andine era la porta d’ingresso privilegiata per imporre l’idea di famiglia congeniale all’opera dei colonizzatori. La condanna di ogni atto contro natura (ossia ogni atto sessuale che non abbia come fine il concepimento) e dei peccati ancora più gravi come la masturbazione, il “peccato abominevole” (la sodomia), le relazioni omosessuali e la zoofilia riempiva decine di pamphlets che spiegavano ai missionari come svolgere l’attività di proselitismo presso le popolazioni indigene. Inoltre l’attività sessuale doveva essere confinata all’interno del matrimonio, officiabile, manco a dirlo, solo da un ministro cattolico.
Per imporre una struttura sociale civilizzata occorreva in primo luogo un ridimensionamento drastico del ruolo della donna, cosicché vediamo i preti missionari, armati dei loro catechismi bilingui, raccontare ai locali di come Eva fu tentata dal serpente, e di come tramite lei il diavolo sia riuscito a corrompere la purezza di Adamo e a fargli perdere il diritto di stare nel paradiso terrestre (insomma… ha perso la casa per colpa di una donna, e senza neanche divorziare!).
Bisogna notare che le usanze barbare di quei popoli, prima della civiltà portata loro dalla chiesa, permettevano alle donne di partecipare alla vita politica della comunità, di condurre affari e di occupare cariche pubbliche. Esse potevano contestare l’autorità e le decisioni dei propri mariti e delle autorità pubbliche, avevano la possibilità di essere a capo di gruppi politici e religiosi, insomma partecipavano attivamente alla vita e alla gestione della comunità. Come se questo non bastasse, non venivano punite se compivano fornicazione prima di contrarre matrimonio, e non esisteva il concetto di illegittimità per gli eventuali frutti del peccato, finché i preti e gli spagnoli non gli insegnarono a farne degli emarginati senza diritti, dei bastardi, peggio di tutti gli altri perros indios.
Vi era dunque, nella socità precolombiana, una certa permissività nella gestione della propria vita personale, sessuale e sentimentale (lasciando libere due persone di convivere, o addirittura avallando l’antica tradizione Quechua del matrimonio “in prova”), poiché queste arretrate popolazioni senzadio non avevano ancora compreso l’importanza di una autorità che gli spiegasse come comportarsi dentro e fuori dalle loro case, e soprattutto dentro e fuori dai propri letti.
La repressione delle condotte illecite si scagliò con violenza contro i costumi sessuali indigeni, i loro idoli pagani e ancor di più contro i gruppi che esprimevano pubblicamente il proprio dissenso alle dottrine degli invasori.
Non occorre soffermarsi troppo sui metodi utilizzati per la repressione dell’idolatria, dell’eresia e della condotta sessuale illecita: sono stati gli stessi che abbiamo conosciuto in Europa al tempo dell’inquisizione, e fornivano sicuramente un ottimo metodo per eliminare gli oppositori non graditi a chi gestiva le leve del potere.
A 500 anni di distanza le priorità della chiesa non sembrano essere cambiate, l’ingerenza in faccende private e morali non si limita a proporre uno stile di vita, ma mira a imporlo con tutti i mezzi, causando spesso disastri come nelle campagne atte a non diffondere metodi contraccettivi nei paesi del terzo mondo. Non voglio entrare nel merito dei quesiti referendari, che richiederebbero un post a parte, ma l’invito a non andare alle urne mostra tutto il disprezzo che le istituzioni ecclesiastiche hanno per la libertà e la democrazia: se invitando a votare no si temeva una sconfitta i principi che regolano la nostra vita politica avrebbero dovuto portare ad accettare le decisioni della maggioranza, come quando viene eletto un governo che non ci piace.
Chi di voi si è astenuto alle votazioni del referendum, indipendentemente dal fatto che fosse per il si o per il no, ha sputato in faccia alla democrazia e alla libertà, ha tolto valore a ciò che siamo per dare un segnale chiaro di resa verso la censura morale, ha affermato che non ci interessa decidere, tanto c’è chi decide per noi e ci tiene in caldo il nostro posticino in paradiso. Siete i moderni Pizarro, assassini della libertà e della diversità.
*Se qualcuno volesse approfondire le dinamiche della fusione frà cultura europea e andina rimando all'interessante Native Traditions in the Postconquest World, di E. Hill Boone e T. Cummins (Dumbarton Oaks Research Library and Collection Washington, D.C.), 1998.