E` un gesto politico e di coscienza morale e civile. Voglio che sia chiaro che io non supporto e non appoggio in alcun modo l'organizzazione nota come "chiesa cattolica". E voglio che sia messo a verbale. E` un atto che non ha alcuna implicazione mistica: il fatto che mi abbiano spruzzato un po` d'acqua in faccia quando ero bambino non ha, per quanto mi riguarda, nessun altro effetto se non quello di iscrivermi in un registro e conseguentemente annoverarmi fra i membri di tale associazione.
Siccome non voglio figurare fra i sostenitori di una organizzazione che discrimina in base a genere e preferenze sessuali, che ostacola con ogni mezzo possibile la ricerca scientifica e il libero pensiero, e che si basa su pratiche e principi antidemocratici e liberticidi, notifico la mia posizione, e chiedo gentilmente di essere rimosso dall'elenco degli iscritti.
Mi rendo conto che se pago le mie tasse in Italia una parte continua in ogni caso ad andare a supporto di questa gente, che io lo voglia o meno. Ma i piccoli passi sono importanti nelle battaglie, e affermare la propria liberta` di pensiero e` sempre un passo significativo. Spero che lo facciano in molti.
Senza contare il fatto che e` prevista la scomunica automatica se ci si sbattezza :-D L'idea che persone che si reputano istruite e colte mi mandino delle maledizioni rituali pensando che questo abbia effetti sul mondo reale e` davvero spassosa.
Chissa` se si puo` avere un certificato di scomunica da appendere in camera...
"Ci sono cose che la scienza occidentale non puo` spiegare".
Quante volte ho sentito questa frase? Ed esattamente che cosa significa? Di solito viene utilizzata dai propugnatori di qualche pratica o teoria che si pone in una posizione di antagonismo rispetto al modo di operare che viene comunemente denominato scientifico. In linea di principio - a parte il tentativo di creare divisioni dove non ce ne sono, tramite la denotazione "occidentale" - sono completamente daccordo.
Anzi, io credo che tale affermazione non si spinga abbastanza in fondo nel riconoscere i limiti della nostra comprensione. Per dirla con JBS Haldane, uno dei padri della moderna genetica "my own suspicion is that the universe is not only queerer than we suppose, but queerer than we CAN suppose" ["il mio sospetto e` che l'universo non sia solo piu` strano di cio` che noi supponiamo, ma che sia piu` strano di cio` che noi POSSIAMO supporre"]. Questo perche` il nostro cervello e il nostro corpo si sono evoluti per avere a che fare con un mondo di oggetti di media grandezza, che si muovono a media velocita`.
Quali conclusioni trarre dalla constatazione che viviamo in universo di cui siamo probabilmente condannati a capire e conoscere solo una piccola parte? Che qualunque spiegazione e` accettabile? Che quando non capiamo qualcosa possiamo legittimamente supporre che la vera causa sia qualcosa che va oltre la nostra comprensione? Esattamente il contrario, a mio avviso: che tutto deve essere preso con una elevata dose di scetticismo, e che ogni teoria deve essere continuamente messa in questione. Einstein ha passato buona parte della sua carriera a concepire esperimenti che, se coronati da successo, avrebbero demolito la sua famosa teoria della relativita` ristretta, e dovremmo tutti prendere esempio. Meglio capire poco, e sapere che si puo` essere in errore, piuttosto che rinunciare a capire.
Per evitare di prendere cantonate colossali, la prima cosa che si fa davanti a un fenomeno nuovo consiste nell'osservare e contare. Prima di costruire spiegazioni, e` opportuno essere sicuri di cio` di cui si sta parlando. Finche` non osservo che in effetti un gran numero di mele che lascio a mezz'aria cadono verso il suolo, non ha senso che mi metta a costruire teorie sulla gravita`. Allo stesso modo, prima di chiedermi perche` tale pastiglia abbia un effetto antipiretico, devo provarla su un certo numero di persone con la febbre e constatare che in effetti la febbre passa.
E` un primo passo: se A segue costantemente B (correlazione), potrebbe esserci qualcosa che li lega. Constatiamo che ci sono due eventi successivi nel tempo: prendo la pastiglia, e mi passa la febbre. Il nostro cervello automaticamente costruisce una relazione di causa-effetto fra i due eventi, e noi vogliamo capire se c'e` davvero una relazione fra questi eventi.
E qui emerge il primo conflitto con i propugnatori di tutto cio` che e` "alternativo", dai miracoli di Lourdes alla cura Di Bella. I sostenitori affermano che questi fenomeni non si possano investigare con i metodi comunemente usati dalla scienza: si basano su altri principi, non compatibili con le teorie scientifiche correnti. Cio` che sfugge e` che all'inizio non si sta parlando affatto di teorie, ma di contare. Di vedere cioe ` se vale la pena di investigare il fenomeno, se c'e` qualcosa da investigare, e checche` questi signori ne dicano, i loro fenomeni si possono contare benissimo. Quante persone che vanno a Lourdes guariscono? Quante persone che prendono la cura Di Bella guariscono?
Per scoprirlo, contiamo. Se un fenomeno segue un numero di volte elevato l'altro non significa che siamo sicuri del rapporto causa-effetto (qualcuno tempo fa trovo` una correlazione fra il quantitativo di latte prodotto dalle mucche della regione nord-est dell' India e l'andamento di Wall Street), ma questa correlazione ci da una sorta di via libera per proseguire la nostra ricerca. Se, al contrario, non esiste correlazione, dobbiamo fermarci o provare a formulare la nostra domanda in modo diverso, ossia ridefinire il fenomeno che stiamo indagando. Se diamo le nostre pastiglie a 100 persone con la frebbre e solo a 2 di esse la febbre passa entro il lasso di tempo stabilito, e` difficile sostenere che la pastiglia sia efficace nel combattere la febbre: che la pastiglia sia "occidentale" o "orientale" fa poca differenza.
Ma non basta ancora, perche` l'investigatore moderno deve spingersi molto piu` in la` di San Tommaso, e dire "Anche se lo vedo, non credo". Perche` ci saranno sempre quei casi in cui due eventi sono correlati, ma non hanno in realta` alcuna relazione. Non mi accontento dunque di verificare che se prendo tale pastiglia mi passa la febbre, devo ripetere l'esperimento tante volte, perche`potrei essere uno di quei due casi su cento in cui il prendere la pastiglia e il calo della febbre avvengono in una sequenza temporale tale da essere (matematicamente) correlati pur senza avere alcuna relazione di causa-effetto. Ecco dove entra in gioco la statistica. Quanti casi sono abbastanza casi? E quale livello di correlazione e` abbastanza per andare avanti nella ricerca?
A complicare ulteriormente il tutto c'e` il fatto che molti fenomeni non sono indipendenti dall'atteggiamento dell'osservatore. Quando cerchiamo relazioni di causa-effetto partiamo prevenuti, in un certo senso. Cioe` abbiamo una tendenza a trovare relazioni anche quando non ce ne sono, e (come se non bastasse) quando abbiamo a che fare con altri esseri viventi esercitiamo una marcata influenza anche sull'oggetto di studio. Se, per esempio, diciamo al nostro paziente che la pastiglia che gli stiamo dando e` un rimedio eccezionale per la sua febbre, un certo numero di pazienti sara` influenzato da questa informazione, e quel meraviglioso organo che abbiamo dentro la testa contribura` significativamente alla relazione pastiglia-febbre (il famigerato effetto placebo). Per questo motivo i ricercatori hanno inventato dei metodi per non farsi ingannare, dapprima semplicemente usando gruppi di controllo a cui viene data una pastiglia inerte ma senza renderlo esplicito (in modo da poter controllare la differenza fra chi ha la pastiglia vera e chi ha quella farlocca) e poi organizzando test a "doppio cieco" dove ne` lo sperimentatore ne` il paziente sanno quale sia la pastiglia vera e quale quella farlocca (perche` si e` dimostrato che l'influenza esercitata dallo sperimentatore va ben oltre il livello verbale, e il fatto che lui sappia quale paziente stia prendendo la pastiglia vera e quale il placebo influenza i risultati della ricerca).
Nonostante le precauzioni, i dubbi persistono e vengono espressi dalle immancabili "error bars" che affiancano le analisi statistiche nelle pubblicazioni scientifiche. Ogni "verita`" scientifica si accompagna - consapevolmente - alla coscienza di non essere una verita` assoluta, ma solo una buona approssimazione: questa consapevolezza e` cio` che ci ha portato a capire cosi` tante cose nell'ultimo secolo, e a rifiutare ipotesi troppo semplicistiche o senza basi alcune.
Qualcuno potrebbe chiedersi perche` io reputi simili questioni tanto importanti.
Nel 1988, piu` di 1000 bambini al giorno nel mondo rimanevano incapacitati dalla poliomielite. Negli ultimi anni la media e` scesa a circa 120 l'anno: in 20 anni di vaccinazioni si e` fatto piu` che in 2000 anni di preghiere, mantra, meridiani e chakra. Contare non e` sempre facile, ma certi numeri parlano da soli.
Il trasloco e` sempre e comunque traumatico. Se poi avviene un mese prima del previsto e contemporaneamente si sta cercando di cavare qualcosa di decente dalle proprie capacita` di scrittore in lingua straniera, si arriva all'inevitabile effetto fumo dalle orecchie.
Per fortuna la casa nuova rappresenta un miglioramento non indifferente ripetto alla precedente. Ora sono finalmente sistemanto, in attesa del letto ordinato online da IKEA, e con qualche mobile a basso costo acquistato al Wal-Mart. Qualche giorno fa e` arrivato anche il mio flatmate - ovverossia coinquilino -, Stefan, che si trovava a visitare i suoi in Germania.
Ma veniamo alla casa, che e` un tradizionale Duplex americano, in una bella stradina verdeggiante (che poi e` la stessa strada dell'appartamento precedente).
Con un simpatico salotto con ancora i rimasugli del trasloco
E finalmente una vera cucina! (sono quasi commosso), che successivamente a queste foto e` addirittura stata equipaggiata di un tavolo.
Oltre a questo disponiamo di due camere da letto e un piccolo, ma accogliente, bagno.
In accordo con l'atmosfera estiva, la settimana scorsa siamo andati a trovare degli amici alla casa sul lago. Decisamente una bella giornata, nonostante il clima un po` piovoso della mattinata. La casa era munita di "deck" sul lago e un piccolo molo privato.