Prima di tutto un consiglio: se andate in South Carolina (soprattutto se andate a fare una passeggiata all'orto botanico) non sottovalutate mai le terribili formiche rosse perche` sono BASTARDE!!!!
Per fortuna anche qui non e` stato difficile procurarsi una simpatica cremina cortisonica per alleviare il dolore (con Aloe: Fede ti ho pensata!)
Ma ora veniamo a noi e alle foto che tanto attendevate:
Questa e` la vista che mi si presenta la mattina quando arrivo col Bus (anzi col CAT - Clemson Area Transit - che` qui tutto deve avere a che fare con tigri e felini, altrimenti non sono contenti).
Ancora un po` di prato (sempre lo stesso ma da un'altra angolazione) che non fa mai male: penso che qui con l'arrivo delle matricole fra un paio di giorni ne vedremo delle belle!
Ecco la Sikes Hall, dove si trovano gli uffici dell'amministrazione e dove di solito scendo dal CAT la mattina quando arrivo. Peraltro oggi devo ricordarmi di andare a pagare la tuition: emettero` il mio primo assegno americano! Smettero` di essere Signor Nessuno e anche io avro` una Credit History!
Il Carillon Garden, donato dalla classe del millenovecentoquarant'e rotti, se non ricordo male.
Dando le spalle alla campana del Carillon Garden potete vedere di fronte a voi il teatrino all'aperto e alle sue spalle il laghetto con fontana che sta di fronte alla biblioteca.
Eccola qua, la Cooper Library, la biblioteca col suo bravo laghetto e coi suoi spruzzoni. Quelli che si vedono sono gli ultimi tre piani, i primi quattro sono sottoterra: si vede che gli piaceva cosi`.
E ancora, ecco alcune suggestive immagini del laghetto e dei sentieri che lo circondano (dovrei scrivere i testi per di documentari turistici)
Ancora spruzzi e prati (mi e` piaciuto molto il laghetto, si vede?)
Ancora un po` di prati qua e la per il Campus, appena smettera` di fare questo caldo bestiale mi dicono che pulluleranno di studenti sderrigati.
Ed ecco la Sirrine Hall, sede del College of Business and Behavioural Sciences, nonche` del Department of Management, dove seguiro` la maggior parte delle lezioni e dove tutti i miei professori hanno lo studio.
E questa e` la stradina alberata che mi riporta a casa ogni giorno (take me home, country road). Vi diro` che non e` male svegliarsi presto la mattina e farsi una passeggiata fino al campus. Comunque quando non ne ho voglia il CAT si ferma proprio di fronte a casa.
Ed ora la casa, piccola ma accogliente e abbastanza comoda. Non ho roommates, cosa che sconcerta molti americani (ma io ci tengo ad avere la mia cucina e il mio cesso), e ovviamente non ho bidet - oggetto piuttosto sconosciuto da queste parti. In compenso ho avuto qualche cucaracha, un po` di guerre chimiche contro le formiche, e ho un sacco di angoli. Cominciamo il tour:
Angolo cucina, TAAAC!
Angolo notte: TAAAAC!
Angolo ingresso + visione dl bagno (TAAC!)
Angolo soggiorno con disposizione stocastica di abiti: TAAC!!
E direi che questo e` piu` o meno tutto. Questa settimana ci sara` l'arrivo degli studenti e la settimana prossima inizio i corsi. Nel frattempo mi sono anche comprato un cellulare americano, in modo da avere un numero di telefono. Purtroppo non posso mettere la scheda americana nel cellulare italiano principalmente perche` il cellulare americano non ha scheda! Compri il cellulare e bho. Lo attivi e ti danno il numero. Il mio cellulare e` Virgin. Io un po` meno.
Hasta luego!
Qui il caldo e` davvero mortale, oggi la massima e` stata di 100 gradi (che sarebbero circa 38 gradi Celsius, ma devo abituarmi a pensare in miglia, piedi, iarde, e Fahrenheit). In compenso al chiuso mantengono sempre quel dislivello di ottocentomila gradi, tanto che stamattina in biblioteca stavo morendo dal freddo (dovro` portarmi il montone).
Problemi climatici a parte, tutto procede bene: ho un conto bancario americano, un appartamentino americano, e ho parlato con il mio advisor, che e` un grosso omone sorridente (americano) e mi ha spiegato quali sono i corsi obbligatori e quali quelli che posso scegliere per questo semestre. Seguiro` quattro corsi che mi terranno parecchio impegnato.
Nel frattempo il mio amico Santiago mi porta in giro, mi fa conoscere un sacco di persone e mi aiuta in tutto cio` di cui ho bisogno. Tutti sono molto gentili, persino in banca! Mi hanno offerto il caffe`, non mi hanno fatto pagare un cent per aprire il conto, mi hanno dato debit card e conto online gratis, non pago commissioni se ritiro dal loro sportello ed la signorina era addirittura sorridente. Mi sento come se avessi seguito il bianconiglio e mi fossi ritrovato nel paese delle meraviglie. Devo anche organizzare una cena (pardon, un "pasta party") per i miei amici della HSA (Hispanic Student Association), anche se non so ancora quando, come, dove e soprattutto quanti :) In qualche modo si fara`.
Mi sono inoltre ripromesso di fare un post decente uno di questi giorni: sono ancora abbastanza rincoglionito perche` - alla faccia della mia convinzione di aver superato i problemi di jet lag - stamattina mi sono svegliato alle 4:30. Spero anche di riuscire presto a postare delle foto.
Besos e hasta la vista!! (Basta la vistaaaaa!!!)[cit.]
Le partenze sono sempre un po` tristi, ma i viaggi sono spesso massacranti.
OK. Partiamo dall'inizio. Innanzitutto grazie a tutti i partecipanti alle mie feste di ciaociao, e un bacione a chi invece non e` potuto venire. Menzione d'onore a Fefo e Mari che hanno addirittura partecipato a entrambe. Premio "brace d'oro" a zio Ninny il cui aiuto nell'arrostimento e` stato a dir poco insostituibile.
Quindi fra chiacchiere, salsicce, emozioni, rif-e-raf e sparecchiare si sono fatte le 5:30 del mattino, che il giorno della partenza con le valige da completare non e` male. Per una volta speravo in un ritardo dell'aereo, che mi avrebbe consentito di ammazzare un po` di tempo. Invece mi sono dovuto accontenare di un quarto d'ora di ritardo che poi mi ha lasciato 8 fantastiche ore da trascorrere all'aeroporto di fiumicino (col ca##o che do 180 euro al signor Hilton per una manciata di ore di sonno). Ovviamente il deposito bagagli apriva alle 6:30, decisamente troppo tardi per poter lasciare le valige e riprenderle prima di fare il check-in. Con balzo felino ed abile mossa mi sono accaparrato una delle poche panchine ancora libere e mi sono apprestato a passare la mia brava notte insonne grazie alle meraviglie della tecnologia digitale di riproduzione di suoni. Programma della serata: Livin' studio (Bermuda Acoustic Trio), Thick as a brick (Jehro Tull), The Wall (Pink Floyd), e poi non so cos'altro (sono rimasto per ore in uno stato sospeso fra la veglia ed il sonno abbrancato alle mie valige e alla chitarra, nonche` svisando la signorinaq che si e` seduta poco distante da me).
Mattina. Il sole sorge, l'orario di check-in si avvicina. Ovviamente l'unico check-in con la fila chilometrica, i poliziotti che bloccano la gente prima del rush agli sportelli, una scolaresca inglese, un signore presumibilmente friulano che fa il gobbo che cerca di passare avanti nella fila e` quella che porta ai voli British Airways. Se ci mettiamo dentro che ho dovuto convincere la signorina che potevo portare la chitarra oltre al bagaglio a mano ("Potrebbe portare un solo bagaglio a mano", "Guardi, nel sito diceva un solo bagaglio a mano piu` uno strumento musicale", "E` sicuro? Giorgio, tu sai qualcosa? Io so che si puo` portare solo un bagaglio", "Non pretendera` che imbarchi la chitarra, spero...", "Aspetti che chiedo..."), ho finito il check-in quindici minuti prima dell'imbarco previsto, e ovviamente mi aspettavano almeno 45 minuti di controlli vari. Che si fa in questi casi? Ci si accoda a una signorina che, saltando la fila, fa gli occhi dolci alla guardia perche` il suo volo sta per partire (che poi era il mio stesso volo). Saltati i controlli in scioltezza si corre come bestie sudaticcie dall'altra parte dell'aeroporto, dove ci si imbarca per ultimi e le hostess di terra ironizzano su come ci tengano alla salute fisica dei loro passeggeri. In volo. Si dorme.
La colazione all'aeroporto di Londra per me sta diventando un classico dei viaggi negli USA (per me 2 volte e` un classico, e allora?). Uova strapazzate, salsiccette, bacon, fagioli in salsa piccante: mi hanno detto che quando arrivi in USA ti misurano il colesterolo e se non sei a rischio di infarto non puoi entrare. Questa volta mi avvio all'imbarco con largo anticipo, ovviamente per chi imbarca per gli States c'e` un controllo aggiuntivo dove mi sono dovuto togliere le scarpe e il reggiseno col ferretto, ma arrivo comunque al gate con agio. Infatti scopro che hanno cambiato l'imbarco e devo andare praticamente dall'altra parte dell'aeroporto. Mi affretto per evitare di arrivare anche questa volta all'ultimo per poi scoprire che il volo e` in ritardo di un'ora. Mi cala la palpebra ma pazienza, stoicamente aspetto e aspetto finche non ci imbarcano e mi do al sonnecchiamento.
Dopo appena 10 ore, manco a dirlo, eccoci in USA. Incredibilmente passo la dogana con una velocita` impressionante. Timbro qua`, timbro la`, metti il dito indice della mano sinistra qui, ora la mano destra. Ciao. Devi far ricontrollare un'altra volta i bagagli dopo averli ritirati, poi li ritiri all'ultimo teminal infondo. L'aeroporto di atlanta e` una cosa gigantesca, e devo prendere il trenino che dopo quattro fermate mi porta al ritiro bagagli. La mia valigia e` gia` nel nastro, ritiro con allegria e vado al punto informazioni. Al punto informazioni ci sono due donnoni, una donnina e un omone. I donnoni e l'omone non sanno assolutamente nulla, la donnina mi da tutte le indicazioni che mi servono che poi sono: esci fuori, c'e` il servizio shuttle, di` all'autista dove devi andare.
L'autista della navetta-shuttle e` bulgaro, molto simpatico. Carica me e un signore macedone che va a una convention di gente che lavora per una grossa impresa di servizi finanziari. Porta prima lui, io non ho fretta, il mio treno parte alle 8:30pm e sono le 5:30 (sempre pm). Visto che non ho fretta e lui non ha una mazza da fare perche` la giornata lavorativa e` fiacca mi fa fare una sorta di giro turistico di Atlanta, mi fa vedere tutti gli edifici piu` importanti, lo stadio, e parliamo del piu` e del meno. alla fine si rifiuta di accettare la mancia, che io - dice - ne ho piu` bisogno di lui, visto quello che sto spendendo per studiare. Ci salutiamo, vado a fare il biglietto e mi appresto ad aspettare qualche ora per il treno.
Senonche` c'e` un piccolo problema: un treno in avaria, proprio davanti a quello che sto aspettando io. C'e` una signora che aspetta il figlio che arriva da New York sul treno numero 20 (lo stesso che devo prendere io), che lo chiama e mi comunica che il treno e` proprio fermo. Verso le nove e mezza lo annunciano anche all'altoparlante: c'e` qualche problemuccio... vi faremo sapere quanto prima. Gli occhi mi si chudono, siamo circa a quota 28 ore di viaggio. Il treno tarda ancora, alla fine arriva alle undici e riparte alle 11:15. altre due ore di viaggio.
C'e` da dire che questi della Amtrak (la compagnia americana di treni), hanno un sistema ingegnoso: passano a chiederti dove sei diretto e mettono dei cartellini con la tua destinazione soprail tuo posto, cosi` quando arrivano in ogni stazione fanno il giro e svegliano quelli che devono scendere li`. Meno male, sto morendo di sonno. Nei pochi momenti di lucidita` parlo con il ragazzo che passa a svegliare la gente: ha un amico di Nuoro e andra` a trovarlo a Settembre. Una bella coincidenza. Mi lascia il suo indirizzo, se vado a New Orleans devo assolutamente andare a trovarlo.
Si arriva finalemente a destinazione, dove c'e` Prof. Lippert che mi aspetta e mi porta a casa sua, dove conosco la moglie e la figlioletta. Saluti veloci e poi a nanna. La mattina pancakes con blueberries prese dal loro giardino, hanno anche degli specie di abbeveratoi appesi dove i colibri` vanno a bere, oltre che andare a mangiargli tutti i fichi. La casa e` immersa nel verde e la signora Lippert si coltiva i suoi pomodori e le sue zucchine. Rapido giro in macchina per vedere il campus. Una figata: verde dappertutto, sei piani di biblioteca aperta 24/7, postazioni internet ovunque e il sistema di bus gratuito piu` esteso degli Stati Uniti (serve tre cittadine). La biblioteca e' pubblica, quindi chiunque puo` entrare, navigare in internet e consultare i libri. Hanno anche una sezione CD e DVD enorme. Postero` le foto di questo e degli altri posti.
Dopo il giro andiamo alla societa` immobiliare dove firmo il contratto, pago il primo mese di affitto e loro non hanno nessun problema a farmi andare subito all'appartamento, anche se l'affitto comincerebbe lunedi`. L'appartamento e` un monolocale con bagno, ma c'e` abbastanza spazio ed e` pulito. Scarico la roba e poi si va a pranzo con bob e la sua famiglia: moglie, figlio e figlia. Mangio il burrito piu` grande della mia vita, e giusto per farmi riconoscere rovescio i i nachos per terra. La signorina alla cassa si impietosisce e mi riempie di nuovo la ciotola, mettendomene il doppio della porzione che danno normalmente.
Tutto molto bello, tutto molto buono e poi si vola da Wal-Mart. Bisogna comprare un sacco di roba, perche` l'appartamento e` arredato, am mancano le cose per la cucina e per il bagno: forchette, coltelli, pentole, spazzolone del bagno, scopa e mocho vileda per lavare per terra.
Poi a cena a casa di bob. Cena italiana: spaghetti con zucchine (le zucchine dell'orto sono buone, non c'e` che dire). La signora Lippert mi da dei bicchieri col logodell'universita`, un asciugamano, una busta di pomodori del suo orto e una busta di cookies e cosi` sono pronto per la prima notte a casa mia. Nel frattempo Bob ha chimato Santiago, un ragazzo costaricano che gia` mi aveva aiutato con la ricerca della casa e ci mettiamo d'accordo per vederci la mattina seguente, ossia stamattina.
Santiago viene a prendermi per portarmi a colazione alle otto e mezza. Io, dal canto mio, sono gia` sveglio dalle quattro e mezza. Jet lag di merda. voleva portarmi in un posto messicano che purtroppo era chiuso, facciamo un paio di battute sul fatto che tutto chiude la domenica mattina perche` gli americani vanno tutti a messa e andiamo a mangiare in un altro posto. Mangio dei waffles e constato con gioia che Santiago nutre la mia stessa simpatia nei confronti dei preti e della religione. Mi piace gia`. Scopro anche che in Costa Rica a un certo punto hanno deciso di abolire l'esercito, e cosi` non cel'hanno piu`. Voglio diventare Costaricano anche io.
Insomma, tutto procede bene. Un'altra puntatina a Wal-Mart per le cose che mi sono dimenticato ieri, un paio d'ore di riposo e ora un salto in biblioteca per connettermi e finalmente aggiornare il blog. Stasera andremo a casa di un amico di Santiago per un film e quattro chiacchiere. Spero di non addormentarmi che sono gia` piuttosto assonnato. Resistere, resistere, resistere. Non ho voglia di rileggere tutto quindi scusate eventuali strafalcioni. :)
That's all Folks! State sintonizzati, presto ci saranno foto e altri aggiornamenti!
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