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Labirinti mentali di un trapiantato cronico

sabato, 19 agosto 2006
Fenomenologia del Single


L'Ambiente

   La vita del single - e la sua vacanza - sono circondate da una folta schiera di figure ricorrenti, spesso coppie di amici che ruotano intorno alla sua ostinata singletudine. Una delle più importanti è la "coppia storica": non si tratta semplicemente di quella che che perdura da più tempo, ma costituisce un punto di riferimento incrollabile per la comunità. Sempre lì, sempre affiatati, sempre in grado di andare avanti. Gli amici li guardano con stupore e ammirazione. Quando hanno dei problemi la questione si estende automaticamente da privata a problema di ordine pubblico e tutti gli altri - il single in particolare - diventano inesorabilmente tristi come quando, da bambini, mamma e papà si mettono a litigare. Se si lasciano, la cosa genera stupore e sconforto, e i due malcapitati saranno condannati a dare spiegazioni sull'accaduto a chiunque li incontri nel successivo anno e mezzo: forse un annuncio sul giornale sarebbe più economico e efficace.
   C'è la "coppia-non-coppia", quella che non si riesce mai a capire se stanno insieme o no, che suscita una marea di teorie riguardo al loro effettivo status: c'è chi dice che stanno insieme, ma devono raggiungere il livello di consapevolezza tale da poterlo ammettere; c'è chi dice che non stanno insieme, ma non hanno la forza di fare a meno del conforto reciproco; c'è chi dice che la terra è piatta, ma una gigantesca illusione ad opera di alieni ci impedisce di rendercene conto. Che le teorie siano o meno corrette, la durata di questa coppia non è prevedibile e neanche la sua possibile evoluzione futura: qualcuna di esse riesce faticosamente ad entrare nella categoria della "coppia consolidata" e, col passare degli anni, addirittura nell'olimpo delle coppie storiche.
   C'è poi sovente la "neo-coppia", che può essere endogena o esogena. Nel primo caso si tratta di due persone già parte dello stesso giro di amicizie e probabilmente già più volte accoppiati con altri membri del gruppo - ora magari appartenenti ad una delle altre categorie. Nel secondo caso uno degli elementi della coppia è una nuova presenza nel contesto. Di solito questa coppia porta una ventata di rilassatezza e carica ormonale che permette al single di improvvisarsi in una fantasiosa serie di scherzi e battute al limite della molestia, forte della consapevolezza che - per un semplice calcolo di probabilità - gli scherzi avverranno mentre i due stanno pensando a un modo di svignarsela per andare a trombare, quando hanno appena finito di trombare, o addirittura in medium coitum, in modo che la prestazione venga inesorabilmente rovinata dal simpatico intervento del solitario amico.
   Il repertorio di coppie potrebbe essere ampliato a dismisura, dalla "coppia recentemente scoppiata" i cui protagonisti riescono a stento a sopportare la presenza l'uno dell'altra, alla coppia "felicemente genitori":hanno la stessa età del single, qualche volta sono sposati e oscillano fra una invidia disperata e una miserevole compassione nei confronti del giovane non impegnato, non papà, non. Ci si riserva di approfondire ulteriormente il repertorio delle coppie in altra sede.
   Fondamentale aggiunta a questo scenario è l'amica single. Essa rappresenta allo stesso tempo una fonte di possibilità inesplorate e un potente generatore di angoscia. Quale single non si è mai ritrovato nel cuore della notte a interrogarsi con la fatidica domanda "forse anche io un giorno potrò dare origine a una coppia endogena?". Senonché la parola "coppia" messa nella stessa frase di "io" genera inesorabilmente un cortocircuito mentale che gli impedisce di proseguire oltre nel ragionamento e nelle domande. Il single procede a tentoni, cercando la strada passo per passo con un procedimento di trial and error non privo di bias nell'implementazione (BTEM*). Sicuramente le gonnelline e le gambe lisce dell'amica single sembrano in qualche modo attivare alcune reazioni nell'ormai sopito sistema endocrino del soggetto, ma anche la scienza ha i propri limiti ed è pressoché impossibile prevedere quali saranno le manifestazioni comportamentali che seguiranno a questa improvvisa attivazione ormonale.

La percezione del mondo
   
   Il mondo variegato che circonda il single, scapolo o zitello che dir si voglia, viene percepito come una sorta di sistema solare in miniatura dove tutto gli ruota attorno in una danza che lo vede protagonista assoluto. Per via del metodo utilizzato nella sua esplorazione del mondo (BTEM*) più che di un sistema solare si tratta di una nebulosa indistinta da cui occasionalmente esso riesce a trarre qualche viso, qualche voce e qualche blanda indicazione. Questo genera quella tipica sensazione che il single girovaghi sempre senza sapere dove sia, dove stia andando, il significato delle cose che lo circondano e un qualunque punto di arrivo chiaramente definito (il famoso Random Walk). Ovviamente egli è convinto profondamente di avere invece delle idee geniali sul significato della vita, dell'amore, del sesso, della società e del mondo in genere: provate a passare la vostra vita in un banco di nebbia e anche voi vi accorgerete che avrete un sacco di tempo per pensare e auto-convincervi di avere avuto delle intuizioni illuminanti.
   Non si deve fare l'errore di credere che ci possa essere comprensione e comunicazione fra due single. Essi infatti si ritrovano a vivere in due universi completamente separati e distinti, ciascuno con le proprie inconciliabili geniali teorie e sovente con un linguaggio inventato all'uopo per esprimerle, incomprensibile a chiunque altro: vivono in due sistemi solari diversi, ciascuno col proprio centro in se stessi.

La caccia

   Uno dei momenti più intensi della vita del single è quello della caccia. Infatti il soggetto in questione è - o meglio vorrebbe essere, e vorrebbe convincere il mondo esterno che egli sia - un cacciatore. Questa convinzione può nascere da ragionamenti solipsistici e autoreferenti (ruotanti per lo più intorno a implicazioni del tipo: uomo --> animale maschio --> sessosessosesso <---> caccia), da improvvise impennate del testosterone presente nel proprio corpo (certe volte è sufficiente una minigonna o una scollatura, soprattutto in primavera) o da semplice compulsione sociale (amici, single o accoppiati, che chiamano prevalentemente nel fine settimana con inviti a uscire e l'incentivo della presenza di una amica/cugina/sorella-di-tizio/collega).
   Questi istinti predatori si scontrano però con una costante imprescindibile della sua vita: il "non ne ho voglia", che il single cerca di argomentare con motivazioni che vanno dal "non ne ho voglia perché è troppo facile" al "non ne ho voglia perché è troppo difficile"**. Sopra tutti gli altri istinti resta insomma l'"istinto di conservazione della singletudine", che regola in modo impeccabile tutte le attività del soggetto, inibendo la produzione di certi ormoni quando la conquista della preda rischia di compromettere il proprio status, e facilitandone il rilascio quando la condizione è talmente disperata da far pensare al single che forse è ora di "mettere la testa a posto".

NOTE
* Il Biased Trial and Error Model (BTEM) è un modello originariamente sviluppato dal Secky [BTEM: Understanding Idiotic Behaviour, Bonobo press, 1999] che inserisce in un modello standard T&E una caratteristica facilmente riscontrabile nel single: l'incapacità quasi totale di ricordarsi luoghi, volti, nomi, situazioni e discussioni se non in modo estremamente parziale. In pratica un T&E con una memoria solo parziale dei tentativi effettuati in precedenza (il che può essere piuttosto distruttivo nei rapporti con l'altro sesso).

** Da notare che in letteratura sono riportati casi di single che corteggiano per il gusto di farlo, arrivando poi a fuggire come bambini impauriti non appena si rendono conto di aver vinto le resistenze della fanciulla oggetto delle loro attenzioni.

Postato da: dedalusk a 15:05 | link | commenti (19) |







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